Alert dal laboratorio!
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Ciao
Damiano
Nella puntata precedente
Ho provato a togliere l’erba a mano dal campo di ceci, dopo due ore mi sono raddrizzato in mezzo a cinque ettari e ho capito che non ce l’avrei fatta mai. Da lì è cambiata la domanda: non più come tolgo l’erba? Ma come trovo un equilibrio con lei?
Episodio 4. Il socio invisibile
È un periodo in cui la sera il cielo si raggruma di nuvole e comincia a bofonchiare. Come fosse un rito, la notte mi svegliano i tuoni.
Una notte in particolare mi sveglio convinto di sentire il vento soffiare forte. Apro la finestra. Non è vento, è lo scroscio della pioggia.
Il mattino dopo mi preparo per andare a controllare i campi, ma il cielo ha ancora lo sguardo torvo. Inutile stilare bollettini di guerra adesso, tanto vale aspettare di prenderla tutta. E infatti, al pomeriggio, stessa scena. Pioggia a volontà.
Dovessi valutare la situazione dei campi basandomi su quel che vedo oggi, potrei già iniziare a masticare bestemmie. Ma se tiro le somme sulla base di quello che ho visto cadere quest’anno dal cielo, con le mie spighe c’è solo da complimentarsi.
Volere tutto
Volere tutto è un’attitudine umana, ed è esattamente quella che crea gli squilibri.
Sì, perché avere tutto è impresa impossibile, soprattutto quando si fa agricoltura. Occorre sempre tenere in considerazione le quote del socio invisibile.
Il socio invisibile è l’insieme di tutto quello che non riesci a controllare. Può essere il clima, può essere l’imprevisto, a volte sono le conseguenze dei tuoi stessi errori, che lui è bravissimo a far fruttare.
Litigarci non ti porta da nessuna parte, quindi ci tratti. E come in ogni trattativa, anche il socio invisibile ti priverà di una quota.
Ecco il ribaltamento: cedere una quota, al giorno d’oggi, sembra una sconfitta. In realtà, se si vuole restituire davvero un senso alla parola sostenibilità, fa parte del processo. Della società tra uomo e ambiente.
Il contromano di questa puntata
C’è un modo tecnico di dire la stessa cosa, e riguarda la scelta della semente.
Il miglioramento genetico moderno ha selezionato le varietà per la resa massima in condizioni controllate: terreno concimato, acqua quando serve, difesa chimica. In un’annata perfetta quelle varietà danno numeri che nessun grano antico si sogna. In un’annata storta crollano, perché sono state costruite per un ambiente che quell’anno non si presenta.
Un miscuglio di varietà diverse - piante alte e basse, precoci e tardive, che reagiscono in modo diverso alla stessa pioggia - fa l’operazione opposta: rinuncia al picco per non avere il fondo. Se maggio è troppo bagnato, qualcuna soffre e qualcun’altra tiene. Difficile vincere alla grande, difficile perdere del tutto.
Cos’è che fa davvero la differenza? La filiera.
Se è lunga e dispersiva, come nel caso dei contadini che riversano i propri raccolti nel calderone dei consorzi, il prezzo lo fa per tutti la borsa del grano. Frega niente se ti è andata bene o male.
Se è corta come quella di Anticamente e il grano che ho lo trasformo nel tuo pane, con te posso essere flessibile, dialogare, raccontarti, renderti compartecipe.
Manca poco
Manca poco ai raccolti. Siamo nel momento in cui, guardando i campi, si capisce come andrà.
Ad Altino il grano Oroset perde qualche colpo sotto i frequenti rovesci temporaleschi, ma mantiene la sua bellezza. Conto su di lui per far quadrare i conti e tenere alto il morale della truppa.
A Trepalade, purtroppo, butta male. Il grano Virgilio pareggia la partita con le erbe, mentre il Mara è in evidente affanno.
E i ceci? Scomparsi sotto le erbe. Peccato, contavo molto su questa coltura, e ci avevo lavorato bene, per valorizzarli e stimolare l’interesse del nostro “mercato”. Spariti.
Qui però l’errore l’ho fatto io, l’estate scorsa, essiccando al sole di agosto un seme che al sole non andava messo.
Resisteranno? Troveremo il modo di raccoglierli? A sostenermi è l’ottimismo di Don Chisciotte, me ne rendo conto… (ciao mitico Guccini, ndr)
In dieci anni di Filiera Contromano l’arte della preveggenza non l’ho ancora acquisita. Con il socio invisibile ho imparato però a contrattare.
Ripeto: non è una sconfitta, è il mestiere rivisto e corretto.
Perché se l’annata detta la resa nei campi, il prezzo fisso è una finzione da smantellare. Il prezzo fisso non fa sparire l’annata storta: decide soltanto chi la paga. Anticamente? Tu che compri il pane?
Noi abbiamo sempre provato a farlo alla luce del sole. In passato abbiamo tenuto i prezzi fermi mentre tutti alzavano, e non per generosità: potevamo permettercelo perché i raccolti erano buoni, e ci sembrava giusto che un’annata buona si vedesse anche nel prezzo, non solo nel nostro bilancio.
Poi è arrivato il momento in cui gli aumenti li dovevamo applicare per forza. E invece di girarli e basta, ho introdotto le pagnotte da 2 kg: più grandi, più semplici da produrre, e quindi in grado di ammortizzare la maggiorazione.
Nel caso del Pan de Augusto siamo arrivati addirittura a una diminuzione del prezzo.
Quest’anno ci lavorerò. La fotografia odierna dei campi miei si sovrappone alla fotografia dell’Italia di tutti, in cui le spese crescono e i sostegni calano. Non posso evitare di mettere in conto degli aumenti. Ma prima voglio la resa vera in mano, e voglio confrontarla con il magazzino dell’anno scorso, perché il grano di un’annata buona può servire esattamente a questo: a pagare quella storta.
Quando avrò quei numeri ve li racconterò qui, con i conti davanti. In una puntata di questo film, come tutto il resto.
Perché in questa società, assieme a me e al socio invisibile, ci sei anche tu. L’impegno è stare tutti in equilibrio, insieme, e andare avanti nella nostra avventura.
Le otto puntate
1. La semina
2. L’inverno
3. L’erba4. Il socio invisibile
5. La mietitura
6. I numeri veri
7. Cosa cambia
8. Da qui in avanti
Titoli di coda
Il campo ha smesso di crescere. Da qui in avanti non c’è più niente che io possa fare per migliorarlo: c’è solo da aspettare il giorno giusto. Durante l’attesa, azzardo qualche previsione.
Settimana prossima, Episodio 5: la mietitura.
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Mi piace sempre il tuo stile nel racconto, ma questa volta annoto anche una lezione di sana saggezza. Bravo! Aspetto con piacere i prossimi scritti! Un caro saluto Ave